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Motocross Toscana, Furio Bandini: crescere, fermarsi, ripartire

29-01-2026 19:39 - News
San Miniato (PI) - Nel motocross non esistono solo vittorie e podi. Esistono anche stagioni difficili, infortuni da gestire e scelte da fare. Furio Bandini, ventunenne pilota fiorentino del Moto Club Pellicorse, lo sa bene. Il suo 2025 è stato un anno complesso, fatto di sacrifici, autocritica e consapevolezza, ma anche di basi solide su cui poter continuare a divertirsi in futuro.
Cresciuto all’interno della filosofia trasmessa dal padre Pierluigi, istruttore del Dr.Jack Team e figura di riferimento nel panorama motocrossistico toscano, Furio è il prodotto di questa scuola che punta prima di tutto sulla formazione del pilota. Un ambiente strutturato e competente, dal quale negli anni sono emersi numerosi giovani talenti.
Apprendista fabbro nella vita quotidiana, Bandini ha affrontato la stagione in sella a una Husqvarna 250 4T, chiudendo il Campionato Toscano MX2 Expert al nono posto e prendendo parte a una prova del Campionato Italiano MX2 Expert. Il tutto nonostante un infortunio al ginocchio, che ha condizionato parte dell'anno e lo ha portato, a fine stagione, all’intervento chirurgico.

Furio, una stagione complicata, ma formativa quella del 2025
«La passata stagione è stata impegnativa. A ottobre mi sono rotto il crociato, ma ho deciso comunque di continuare a correre rimandando l’operazione. I risultati non sono stati brillanti e in parte è colpa mia: non mi sono allenato abbastanza fuori dalla moto e questo, alla lunga, si paga. Spesso non riuscivo a concludere le manche come avrei voluto», racconta Furio con grande onestà.

Nonostante le difficoltà, non sono mancate le soddisfazioni, come la gara tricolore di Castel San Pietro, fuori regione: «È quella che ricordo con più piacere. Ho vinto tra gli Expert MX2 e soprattutto avevo tempi sul giro molto vicini a quelli dei piloti locali, davvero veloci. È stata una bella iniezione di fiducia».

Obiettivi mancati e autocritica. «A inizio stagione ero ambizioso, puntavo ai primi tre del regionale, dopo il secondo posto dell’anno precedente perso per pochi punti. Il livello però si è alzato e io non sono riuscito a stare al passo. È mancato l’impegno necessario».

Tra i protagonisti della stagione, Bandini cita il compagno di team Edoardo Nozzi, con il quale «ho lottato per il titolo fino all’ultima gara. Non l’ho vinto, ma ho fatto davvero una grande stagione».

Alla domanda su cosa abbia impedito di confermare i risultati del 2024 anche a livello nazionale, Furio non cerca alibi: «Va ricercato tutto nell'impegno, nella condizione fisica e nella mentalità».

Guardare avanti, senza fretta, spostando lo sguardo al futuro, ma senza forzature: «Mi sono operato da poco al ginocchio. L’obiettivo è tornare in forma, riprendere a lavorare e poi, se torneranno la voglia e l’impegno giusti, anche a correre».

Fuori dalla pista, la semplicità resta una costante: «Esco con gli amici, sto con la mia ragazza. Non ho hobby particolari, ma mi basta per staccare».

Fondamentale, come sempre, il supporto di chi gli è stato vicino: «Mio padre prima di tutto, poi il team Dr.Jack, il Moto Club Pellicorse e tutti gli sponsor. Senza di loro non potrei correre».

La pista del cuore? «Ponte a Egola. È tecnica, con un buon terreno, molto formativa. È lì che mi alleno di più e che mi sento davvero a casa».

Il 2026 per Furio Bandini sarà un anno di transizione. Ma nel motocross, spesso, fermarsi al momento giusto è il primo vero passo per tornare più forti.



Fonte: Ufficio Stampa MC Pellicorse